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Tutorial DIY: appendiabiti con maxi pomelli in ceramica

29 Feb

Buongiorno followi!

Il mio ritorno nella blogosfera è stato decisamente sonnacchioso, mi chiedo se riuscirò mai a tenere in vita un blog a modino e, a questo proposito, sto valutando di iscrivermi a qualche corso di blogging e gestione dei social media per imparare per bene il metodo. Qualcuna di voi blogger esperte l’ha mai fatto? Cosa mi suggerite di fare?

Ma ora bando alle ciance e resuscitiamo per l’ennesima volta il blog con un tutorial diy: vi farò vedere come ho realizzato l’appendiabiti per la mia camera da letto con dei maxi pomelli in ceramica comprati da Tiger inizialmente senza alcuno scopo specifico ma solo seguendo il cuore.

  • Difficoltà: facile (per adulti)
  • Costo: medio-basso
  • Tempo: un pomeriggio
  • Occorrente: tavola di legno, colori acrilici, nastro carta, pennelli, vernice trasparente, pomelli Tiger, cacciavite, matita e gomma, righello, cartavetro, trapano, colla forte (facoltativa).

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Su un foglio di carta disegnate il progetto prendendo tutte le misure e provando varie combinazioni di colore. Io ho scelto un triangolo suddiviso in forme geometriche asimmetriche e colori in contrasto.

Fatevi tagliare dal falegname la tavola di legno nella misura desiderata. La mia tavola misura 50 cm di base, 30 cm di altezza e 1,7 cm di spessore. Con matita e righello riportate le misure sulla tavola di legno. Segnate il punto dove saranno avvitati i pomelli e fate un foro col trapano.

Ora la parte più divertente: mettete lungo i contorni della prima zona che volete colorare il nastro carta in modo da avere contorni più puliti senza faticare. Preparate il colore diluendolo con pochissima acqua e con un pennello piatto a setole morbide stendete bene il colore su tutta l’area. Se necessario date una seconda mano una volta asciutto. Rimuovete il nastro carta e ripetete l’operazione per tutte le zone da colorare.

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Con una gomma cancellate bene tutte le linee a matita. Stendete una mano di vernice trasparente su tutta la superficie. Una volta asciutta controllate se in alcune zone il legno è diventato ruvido (ha “alzato il pelo”) e, in tal caso, passate della cartavetro sottile. Date una seconda mano di vernice trasparente.

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Avvitate i pomelli al loro posto. Fine!

Ora dovete fissare la tavola alla parete. Io l’ho messa sulla parete dietro alla porta della camera da letto. Se non volete bucare la parete potete usare della colla forte (tipo Millechiodi), se invece potete bucare potete praticare dei buchi nel muro in corrispondenza dei fori sul pannello e usare dei tasselli alloggiati nel muro con delle viti abbastanza lunghe per avvitare i pomoli.

Che ve ne pare? Io lo trovo utile perché occupa pochissimo spazio e mi aiuta a tenere in ordine la camera (prima era la sedia della scrivania ad avere la funzione di appendiabiti!). I maxi pomelli di ceramica di Tiger mi piacciono molto perché con la loro forma tonda non sformano i vestiti a differenza dei gancetti appuntiti.

Angolo della curiosità: lo sapevate che il nome del negozio dove ho comprato i pomelli si pronuncia “tia” e non “taigher”? E’ danese, non inglese :) Il negozio che va tanto di moda oggi in realtà e “anziano”: è nato a Copenhagen nel 1995.

Alla prossima followi!

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Progetto DIY: la coperta con le maniche – Cucito creativo, riciclo

2 Feb

Buon lunedì followi!

Oggi vi presento un’idea di riciclo: la coperta con le maniche! E’ ispirata ad un regalo che hanno fatto a mia mamma per Natale. Io la uso la mattina, quando esco dal letto e in casa c’è freddo. Poi va a finire che me la tengo addosso tutto il giorno perché è calda e comoda grazie alle maniche larghe. Però non è affatto sexy, questo bisogna dirlo XD

okkk1PICCOLA copia

Se siete come me che riempite la casa di coperte e poi usate sempre le solite due potete usare una di quelle in pile che avete dimenticato nei cassetti. Vi consiglio il pile perché non sfila quindi se non siete pratiche con la macchina per cucire potete tranquillamente non orlarla. Secondo me è anche una bella idea regalo.

E’ pronta in pochi passi:

  • create il cartamodello (potete inventarlo o ispirarvi a quello fatta da me, se vi servono le misure scrivetemi, è una taglia unica)
  • piegate la coperta in due e disegnate i contorni del corpo,
  • fermate con gli spilli tutt’intorno, tagliate il davanti e il dietro insieme poi fate lo scollo (più profondo davanti),
  • piegate la stoffa avanzata in 4, disegnate le maniche, puntate con gli spilli tutt’intorno e ritagliatele,
  • unite il davanti col dietro cucendo sulle spalle,
  • cucite le maniche al corpo,
  • cucite l'”arco” formato da maniche e corpo (per intenderci partite dal polso e cucite passando sotto l’ascella e lungo i fianchi fino in fondo) su entrambi i lati,
  • se volete orlate polsi, fondo e scollo,
  • fatto!

okkkk2 copiaChe ne dite? E’ un’idea scema ma è super utile!

Vi saluto con un’informazione di servizio: sono in partenza! Potete continuare a fare acquisti nel mio negozio on line ma tratterò gli ordini solo tra una o due settimane (parto oggi con un biglietto di sola andata!). Per info scrivetemi: ichigocreations@hotmail.it

Baci!

Fra

mini TUTORIAL DIY: il timbrino

20 Gen

Eccomi di nuovo qua cari followers!

Innanzitutto vi volevo ringraziare per l’affetto che mi dimostrate, cercherò di impegnarmi per offrirvi contenuti sempre più interessanti e coinvolgenti, ho già qualche idea in testa :)

Oggi condivido con voi un mini tutorial, il primo di quella che spero sarà una lunga serie.

Ecco quindi un modo veloce, a costo zero e dal risultato garantito per creare da soli il proprio timbro.

Il tempo di realizzazione è meno di un’ora. Vi bastano una gomma per cancellare recuperata da qualche vecchio astuccio, un cutter, un ritaglio di carta carbone e poche altre cose che avete sicuramente in casa. Pronti? Via! (Dopo le istruzioni trovate le foto)

  • Su un foglio realizzate il motivo che avete scelto per il timbro facendo attenzione che il disegno non sia più grande della gomma. Se volete scrivere qualcosa ricordate di farlo al contrario, potete specchiare la scritta col computer oppure ricalcarla sul retro del foglio appoggiandovi ad una finestra.
  • Ritagliate il disegno della dimensione della gomma e anche un pezzo di carta carbone della spessa dimensione.
  • Appoggiate la carta carbone sulla gomma col lato impregnato d’inchiostro rivolto vero la gomma.
  • Appoggiate il disegno sulla carta carbone e pinzate insieme gomma, carta carbone e disegno perché non si muovano mentre ricalcate. Io ho usato una spillatrice ma se la gomma è troppo alta potete fissare il tutto con degli spilli. Consiglio: lasciate un lato aperto in modo da poter verificare il risultato prima togliere il disegno perché riposizionare in un secondo momento il disegno facendolo combaciare con le linee già tracciate è un incubo!
  • (Foto 1) Ripassate tutto il disegno con una matita ben appuntita. Verificate che il segno sia visibile sulla gomma e rimuovete il disegno e la carta carbone.
  • (Foto 2) Decidete cosa volete che compaia quando timbrerete: le parti in rilievo verranno inchiostrate di conseguenza dovrete levare le parti che volete non compaiano nel disegno. Con il cutter iniziate a incidere lungo i bordi esterni del disegno tenendo la lama inclinata verso l’esterno. Cercate di tracciare linee continue per un risultato migliore.
  • (Foto 3) Una volta inciso tutto il contorno togliete la parte esterna tagliando in orizzontale con il cutter.
  • (Foto 4) Rifinite allo stesso modo tutti i particolari.
  • (Foto 5) Inchiostrate e…
  • timbrate tutto quello che volete!

tutorial copia

Per l’occasione ho fatto un disegno in tema san Valentino. Che ve ne pare? Spero sia spiegato in modo chiaro, se avete dei dubbi non esitate a chiedere :) Se lo provate sentitevi liberi di linkare al mio articolo e segnalatemi i vostri risultati, sono curiosa!

Baci

Fra

 

Progetto diy: il timbrino

19 Gen

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Buongiorno followi! Oggi avevo pensato di fotografare per bene un progetto di cucito e riciclo e pubblicarlo come tutorial qua sul blog ma non ero dell’umore adatto :( Rimando ai prossimi giorni, quindi restate sintonizzati.
Intanto vi presento il risultato di un esperimento che volevo provare da tempo: un timbrino ricavato da una vecchia gomma per cancellare. Sono abbastanza soddisfatta anche se voglio provare con un inchiostro meno liquido per capire se riesco ad ottenere contorni piú netti.
Che ve ne pare? Vi interessa un mini tutorial per realizzare il vostro timbrino personale? In caso lo pubblico :)
Baci
Stay tuned

Di generazione in generazione

9 Gen

Buongiorno followi!

Oggi voglio presentarvi lui:

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Lui si chiama Benny Bunny 2.0.

Benny Bunny era un pupazzo venduto dalla Chicco negli anni ’80. Mia sorella ne aveva uno sin da quando è nata e l’ha tenuto con sé per tantissimo tempo. E’ stato la sua coperta di Linus. Quando s’è consumato ed è arrivata l’ora di dirgli addio, anche perché ormai lei era grande, non ne voleva sapere, gli era troppo affezionata. Ricordo che per anni io e i miei genitori l’abbiamo cercato in tutti i negozi ma senza riuscire a trovarlo. A quanto pare la Chicco ad un certo punto ha smesso di produrlo. Probabilmente con l’arrivo dei giocattoli che si illuminano e fanno mille suoni il povero Benny Bunny non era più di moda così la Chicco l’ha messo in un cassetto e l’ha dimenticato.

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Io con un bambolotto e mia sorella con il suo Benny Bunny.

 

Io invece non mi sono dimenticata di lui ed ora che mia sorella ha avuto una bimba ho pensato: vuoi che non cresca con un Benny Bunny pure lei? Così, grazie a due foto sfocate e alla buona memoria di mia mamma, ho riprodotto, semplificandolo parecchio, il coniglietto azzurro tanto amato da mia sorella da regalare alla mia nuovissima nipotina. L’abbiamo chiamato Benny Bunny 2.0, appunto. E’ fatto con della stoffa pelosetta e morbidosa azzurra (un incubo da cucire!) mentre le orecchie e il fiocco sono fatte con ritagli di lenzuola sui quali, con colori per stoffa atossici, ho disegnato un motivo a quadretti che ricorda quello originale. La faccia è in pannolenci, occhi, nasino e bocca sono ricamati a mano in cotone mentre il ciuffo giallo che lo contraddistingue è in lana. All’interno del pancino c’è un campanellino e sul retro ho cucito una coda batuffolosa bianca.

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Vi piace?

Alla prossima, baci!

p.s. Ho apportato alcune modifiche alla home: ho cambiato la testata (vi piace?) e ho messo una mia foto: ditemi se fa troppa paura che la tolgo ;)

Pasta Oplà: la mia opinione

27 Apr

Ciao followi!

Oggi volevo parlarvi della Pasta Oplà, una pasta sintetica che si asciuga all’aria distribuita da Stamperia. Ho pensato di scrivere questo post perché in internet ho trovato poche informazioni a riguardo e pareri contrastanti. Spero quindi possa essere utile a chi si deve accostare a questa o a altre paste sintetiche.

Premessa: recentemente mi sono state commissionate 50 bomboniere per un battesimo con poco più di una settimana di tempo per realizzarle. Si tratta di cavallini a dondolo bidimensionali. Mi sono recata nei miei due negozi di fiducia per procurarmi il materiale (pasta modellabile in gran quantità e uno stampino per fare la base) ma con grande delusione ho scoperto che entrambi non tengono più il Fimo sul quale facevo affidamento. C’erano altre paste termoindurenti ma a prezzi esorbitanti e il budget del committente era limitato (da questo fattore, dalla gran quantità di pezzi richiesti e dal poco tempo a disposizione deriva la mia decisione di usare uno stampino per fare le basi). In uno di questi negozi ho trovato la Pasta Oplà scontata del 50% in alcuni bei colori pastello. Mi sono buttata e ho deciso di fare le bomboniere con quella dicendomi che non poteva essere poi così diversa dalle altre paste che avevo usato. Sbagliavo.

Quindi ecco le mie impressioni sulla pasta Oplà. Premetto che farò confronti con le paste per modellare che ho usato nel corso degli anni (escluse creta e das che sono tutt’altro genere di materiali): fimo, pasta sale e pasta mais.

  1. E’ elastica: questa caratteristica la rende difficile da modellare a meno che non si realizzino oggetti grossolani o si utilizzino esclusivamente stampini (sai che soddisfazione…). Ad esempio è impossibile fare un serpentello sottile a meno di non usare un estrusore. E’ difficile da tagliare con precisione: ad esempio se si vuole tagliare un pezzo del serpentello con il cutter si farà fatica e il taglio non sarà netto. In questo è simile alla pasta sale, che a mio avviso risulta comunque più versatile ed è sicuramente meno cara. Infine è impossibile ritagliare col cutter una forma ricalcata sulla pasta attraverso una sagoma (cosa che avrei fatto facilmente col fimo senza dover ricorrere allo stampino), forse si può fare con le forbici ma il risultato sarà poco accurato. L’unico lato positivo sta nel fatto che non rimangono le impronte digitali sulla superficie, cosa che invece avviene col fimo.
  2. Si secca troppo rapidamente. Quindi bisogna lavorarla molto velocemente e anche questo va a discapito della precisione. Anche la pasta mais asciuga all’aria ma si ha tutto il tempo necessario per modellarla prima che ciò avvenga. E realizzarla costa decisamente meno.
  3. Una volta asciutta rimane flessibile. In teoria ci vogliono 24 ore a temperatura ambiente perché si asciughi ma, in pratica, le mie bomboniere, spesse circa 3 millimetri, dopo tre giorni sono ancora morbide: non perdono la forma e la superficie è asciutta ma sono ancora flessibili. Questo può essere un pregio o un difetto, dipende da cosa si deve realizzare. Al confronto la pasta mais una volta asciutta ha la stessa durezza del fimo. E anche la pasta sale risulta più dura. Personalmente preferisco superfici dure, mi danno la sensazione di essere più finite e resistenti.
  4. Teme il caldo, il freddo e l’acqua. Vedendo che le bomboniere rimanevano morbide anche dopo giorni ho provato a mettere dei ritagli al sole e in frigorifero per vedere se il processo di asciugatura si velocizzava. Risultato: in entrambi i casi il pezzo diventa ancora più molle. Invece una volta asciutti/cotti né la pasta mais né il fimo temono il caldo e il freddo. Inoltre la pasta Oplà teme l’acqua a meno che non sia verniciata, mentre il fimo lo si può lavare senza alcun problema.
  5. Costa troppo. A prezzo pieno un panetto da 120 gr costa 7,20 €. Fate voi i conti.

In definitiva: è una pasta che sconsiglio a chiunque.

  1. Non è adatta agli esperti perché non si presta a tecniche elaborate.
  2. Non è adatta ai principianti perché è difficile da modellare.
  3. Non è adatta ai bambini perché si secca troppo velocemente e bisogna avere l’accortezza di chiuderla in strati di pellicola trasparente, nel sacchetto in dotazione e in una scatola ben chiusa.

Detto ciò, ecco il risultato della mia fatica:

1622150_10203392087544272_3728681865134298408_nPer ottenere questi semplici cavallini ho dovuto lavorare tantissimo. Modellare la criniera e la coda è stata la parte più difficile. Dato che, come ho scritto sopra, fare dei serpentelli è impossibile, ho realizzato il morso, la riga rossa sul dondolo e il contorno della sella tagliando con le forbici la pasta stesa sottile. Vorrei che fosse la prima e ultima volta che uso questa pasta, ma mi sono avanzati interi panetti e ora devo trovare un modo per usarli! Si accettano consigli ;) Voi avete mai usato la Pasta Oplà? Che ne pensate? Commentate!

A presto followi!

Baci

 

Restyling

14 Feb

Buona sera followi!

Stasera condivido con voi il mio ultimo progetto creativo. In realtà non è niente di speciale ma mi sono divertita a pensarlo e realizzarlo e il risultato mi piace tantissimo. In camera da letto avevo un faretto incassato che non illuminava granché, così ho deciso di sostituirlo con una lampada. Ho scelto di metterci una grossa lampadina tonda molto bella che però aveva bisogno di essere “completata”. Ho valutato varie soluzioni fai da te poi, un giorno, nell’angolo occasioni dell’ikea ho trovato un bel paralume senza fronzoli e dalla bella forma in vendita a 1,50 euro. Gli mancavano tutti gli altri pezzi ma a me non servivano quindi l’ho comprato e ho deciso di decorarlo per personalizzarlo. Ho trovato quasi subito l’ispirazione per il disegno mentre per trovare la tecnica migliore per dipingere sulla plastica ho dovuto fare un po’ di tentativi. Alla fine ho riportato il disegno sul paralume con la matita, l’ho ripassato con un semplice uni posca nero e… basta. Tutto qua. Il risultato mi sembra molto carino. Voi cosa ne pensate?

ok

Alla prossima amici! Prestissimo per tutti voi ci sarà una bella sorpresa quindi restate sintonizzati :)

 

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